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Kundalini Yoga Power: com'è fatto il corso 2026/2027

Parte 1 di 9 · 6 settembre 2026 · 4 minuti di lettura

Kundalini Yoga Power, corso 2026/2027

In breve

Kundalini Yoga Power è il corso 2026/2027 della Chiave Azzurra: un anno di pratica dedicato al potere personale, cioè la capacità di passare dall'intenzione ai fatti e di insistere finché il risultato non si vede. Il metodo poggia su sette pilastri (mente, cuore, anima, corpo, rete, tempo, silenzio) e procede a spirale, in cinque movimenti. Si comincia lunedì 14 settembre 2026 alle 19.00 a Napoli, in Vico San Domenico Soriano 30, e martedì 15 alle 18.30 a Volla; tutte e due le lezioni si seguono anche online.

Ognuno vuole una cosa diversa, e pochi la ottengono. La fortuna c’entra poco: ci vuole potere personale, e il potere personale si allena. Vuol dire passare dall’intenzione ai fatti, e insistere finché il risultato non si vede. In sala lo alleniamo per tutto l’anno, da lunedì 14 settembre.

Il punto di partenza (che a qualcuno non piace)

Se oggi non ottieni quello che vuoi, quasi mai è per mancanza di motivazione. Di motivazione ne abbiamo tutti, il lunedì mattina. Manca la spinta per mettersi davvero al lavoro… e quando la spinta che hai dentro non basta, la cerchi fuori. Se in sala qualcuno ti aspetta, per esempio, ci vai. Ti muovi prima che la testa trovi una scusa. Poi, con il tempo, quella spinta te la porti dentro, e la ritrovi nel respiro, nella postura, nel modo di scegliere e di dire di no. E lì resta tua.

L’anno va così: prima ci facciamo spingere, poi impariamo a darci la spinta da soli.

I sette pilastri

Il metodo poggia su sette pilastri, che si reggono a vicenda. Se uno cede, gli altri scricchiolano… e basta rinforzarne uno perché si raddrizzino tutti.

Mente. Chiarezza e decisione, cioè meno chiasso in testa e una direzione sola. In sala la alleniamo con i kriya di concentrazione, con respiri lenti che calmano i pensieri e con due righe da scrivere a fine pratica (due, mica una pagina!).

Cuore. Il coraggio di volere bene senza dire sempre di sì. Esercizi che aprono il petto, respirazioni ritmiche, e la gratitudine, quella che si dimostra coi fatti.

Anima. Una vocazione che si dice in una frase. Mantra, meditazioni sul suono, silenzio.

Corpo. Energia costante, senza alti e bassi. Kriya per la resistenza e per l’addome, e qualche abitudine per dormire e respirare meglio (sì, anche il sonno si allena, e il lunedì sera si vede chi lo fa!).

Rete. Le persone intorno a te: chi ti aiuta, chi aiuti tu, e saper chiedere. Gesti piccoli, parole schiette, qualcuno che ti tiene d’occhio.

Tempo. I tempi li decidi tu. Presenza, pazienza, e fretta solo quando serve. Qualche ora in cui nessuno ti disturba, il superfluo che tagli via e le pause che ti prendi apposta.

Silenzio. Autodominio, che vuol dire pensarci un secondo prima di rispondere. Trataka, contemplazioni brevi e quel secondo di pausa prima di reagire.

La spirale, in cinque movimenti

A ogni giro ripassiamo dagli stessi punti, un po’ più in alto. Come una spirale… inarrestabile, si capisce, vero?

1. Radica. Inspira, senti i piedi. Ogni giorno, alla stessa ora, due gesti semplici: un kriya e un minuto di silenzio. Poco, ma sempre.

2. Accendi. Vai a cercarti una spinta da fuori: una scadenza fissata con qualcuno, un compagno di pratica che ti aspetta, un posto dove ti viene facile praticare. All’inizio la spinta la prendi in prestito dagli altri… poi diventa tua!

3. Allinea. Scrivi in una riga perché pratichi. Impara a capire quando insistere e quando mollare, e taglia il superfluo senza sensi di colpa. Quando mente, cuore e corpo vanno nella stessa direzione la strada è in discesa, e il resto viene da sé.

4. Cesella. Parole precise per gesti precisi, campanelli d’allarme che suonano prima che sia tardi, emozioni che alzi e abbassi come il volume. Serve più precisione che forza, perché una lama affilata non la devi spingere.

5. Irradia. Porta a termine quello che cominci e lascia un segno che si vede, che sia un progetto, una pratica o un servizio fatto per qualcuno. Chi ti sta vicino si accorge della tua coerenza e della tua calma, senza che tu debba dire niente. Con questo movimento il giro si chiude, e ne comincia un altro.

Come misuriamo i progressi

A ogni tappa dell’anno diamo un voto da zero a dieci a ciascun pilastro. Ridurre la pratica a numeri sarebbe una fesseria, e infatti il voto serve ad altro: a capire dove intervenire. Più sonno? Meno distrazioni? Una richiesta che ti resta ancora in gola? Col numero ti orienti, poi lo lasci lì.

A fine anno, che cosa hai in mano

Energia costante e la testa più lucida. Dire di no ti costa meno. Le giornate le tieni in mano tu, invece di subirle. E hai un metodo, così cambiare ti viene naturale e la fortuna passa in secondo piano.

Dove e quando

Si comincia lunedì 14 settembre alle 19.00 a Napoli, in Vico San Domenico Soriano 30, e da martedì 15 alle 18.30 anche a Volla. Tutte e due le lezioni sono in presenza e online nello stesso momento: chi è a Napoli viene, chi è lontano si collega. Ogni lezione dura fra i sessanta e i novanta minuti, e puoi venire anche se non hai mai praticato (la prima volta, cosa portare te lo dico io). Qui c’è tutto.

Ci vediamo in sala… Sat Nam!

Domande e risposte

Si può cominciare senza aver mai fatto Kundalini Yoga?

Sì. Il corso è aperto a tutti e ogni esercizio si può semplificare. Puoi venire anche se non hai mai praticato, e la prima volta ti dico io cosa portare.

Quando e dove si tiene il corso?

Il lunedì alle 19.00 a Napoli, in Vico San Domenico Soriano 30, dal 14 settembre 2026. Il martedì alle 18.30 a Volla, dal 15 settembre. Tutte e due si seguono anche online, nello stesso orario. Ogni lezione dura fra i sessanta e i novanta minuti.

Che cosa sono i sette pilastri?

Mente, cuore, anima, corpo, rete, tempo e silenzio. Sono le sette basi del potere personale, e durante l'anno le alleniamo tutte: si reggono a vicenda, e se una cede le altre scricchiolano.

Come si misurano i risultati?

A ogni tappa dell'anno si dà un voto da zero a dieci a ciascun pilastro. Serve a capire dove intervenire.

Le scintille della Fenice

La scala si sale praticando.

Le sette scintille le impari poco leggendole: si accendono nel corpo mentre pratichi, un grado per volta. In sala il lunedì le pratichiamo, e il tema dell'anno segue questa stessa scala — e per questo l'ho scritta.

Se ti va

Ti scrivo io, quando c'è qualcosa.

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