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Le scintille della Fenice: le sette tappe del percorso
Parte 1 di 8 · 20 agosto 2024 · 2 minuti di lettura

In breve
Le scintille della Fenice è un percorso di Kundalini Yoga in sette gradi, costruito da Fatehbir Singh per le classi di Napoli. Si parte dai sensi — accorgersi di quello che c'è — e si sale per sé interiore, tempo, cuore, silenzio, intuizione e consapevolezza. Ogni grado ha i suoi kriya, le sue meditazioni e un modo di lavorare fuori dalla sala.
Sette gradi, in ordine. Sono la scala su cui si appoggia l’anno di lezioni, e vale la pena vederla tutta insieme prima di entrarci dentro un pezzo alla volta.
La Fenice regge l’immagine per una ragione sola: è l’unico animale simbolico che non aggira il fuoco. Ci passa dentro.
I sette gradi
1. I sensi. Accorgersi. Prima di qualunque lavoro interiore c’è una cosa più semplice e più rara: sentire quello che c’è già — il peso del corpo sul cuscino, la temperatura dell’aria, il sapore del cibo che stai masticando adesso. Da qui si parte, perché senza questo il resto è teoria. → La prima scintilla: il sé sensoriale
2. Il sé interiore. Chi parla, quando parli da solo. Il grado in cui si separa quello che pensiamo di essere da quello che resta quando nessuno guarda. → La seconda scintilla
3. Il tempo. La cosa che tutti dicono di non avere. Qui si lavora sul rapporto fra il tempo che passa e quello che ne facciamo, e sulla differenza fra riempirlo e abitarlo. → La terza scintilla
4. Il cuore. Il centro che regge il peso più grosso e che quasi tutti tengono chiuso per prudenza. → La quarta scintilla
5. Il silenzio. Non l’assenza di rumore: la sospensione delle parole. È il grado più difficile e quello che cambia di più le decisioni. → La quinta scintilla
6. L’intuizione. Sapere una cosa prima di poterla argomentare. Si allena come tutto il resto, e il primo esercizio consiste nel distinguerla dalla paura. → La sesta scintilla
7. La consapevolezza. Il grado in cui gli altri sei smettono di essere esercizi separati e diventano un modo di stare. → La settima scintilla
Come si attraversano
Non si sale una scala del genere leggendo. Ogni grado ha i suoi kriya e le sue meditazioni, e ognuno chiede un pezzo di lavoro fuori dalla sala — quasi sempre pochi minuti al giorno, quasi mai una cosa comoda.
In classe l’ordine c’è ma non è rigido: ogni lezione resta completa in sé, e si entra in qualunque settimana dell’anno senza restare indietro. Chi vuole vedere com’è fatta materialmente una lezione lo trova in Come si pratica il Kundalini Yoga.

Che cosa non è
Non è un metodo con un marchio, e non promette di risolvere niente in sette tappe. È il modo in cui ho messo in fila quindici anni di pratica e di insegnamento, perché una scala fa una cosa utile: dice a che punto sei e che cosa viene dopo.
Chi cerca la trasformazione rapida troverà questo percorso lento. Lo è.
Dove
Si pratica il lunedì dalle 19.30 alle 21.00 in Vico San Domenico Soriano, a Napoli. Novanta minuti: orari, quote e come si arriva. La prima volta si arriva senza sapere niente e senza aver letto niente — anche questa pagina può aspettare.