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Mangala Charan Mantra, per viaggiare felici (e protetti)
Parte 6 di 10 · 21 settembre 2020 · 5 minuti di lettura

In breve
Il Mangala Charan Mantra — Aad Guray Nameh, Jugaad Guray Nameh, Sat Guray Nameh, Siri Guru Devay Nameh — è il mantra della protezione, il secondo che si impara di solito. Contiene quattro inchini, uno per ogni direzione, e nella tradizione crea uno scudo intorno a chi lo recita. Si canta tre volte prima di mettersi alla guida o prima di una prova impegnativa.
Aad Guray Nameh\
Jugaad Guray Nameh
Sat Guray Nameh
Siri Guru Devay NamehMi inchino alla saggezza originaria
Mi inchino alla saggezza che attraversa tutte le ere
Mi inchino alla vera saggezza
Mi inchino alla grande saggezza divina
Il secondo mantra che di solito si impara, quando si comincia a fare Kundalini Yoga, è il Mangala Charan Mantra: il mantra per viaggiare felici.
Ogni volta che lo si vibra si crea uno scudo protettivo attorno a chi lo recita, richiamando l’energia che lo circonda a sua difesa. In che modo funziona questa protezione, e che cosa fa esattamente, te lo spiego più avanti. Per ora prova a vibrarlo e porta attenzione a quello che fa fiorire in te.
Rimettere le cose in movimento
Quando vivi un momento di stasi profonda, quando tutto è fermo e bloccato, vibrare questo mantra rimette le cose in movimento. La pratica costante ti permette di riconoscere la tua vera forza anche nei momenti in cui ti senti più debole.
È il mantra dell’umiltà dell’anima che si inchina quattro volte — nameh — alla Coscienza Universale.
È la forza della compassione: come una luce bianca circonda chi lo recita e fa fiorire il chakra del cuore, così che oltre a chiedere protezione al tutto proietta l’energia di Anahata nel creato. Quando si vibra il Mangala Charan Mantra, oltre a essere protetti, si diventa guerrieri della luce.
Dal chakra del cuore si espandono il senso di compassione e il desiderio di cura. Attraverso quel punto al centro del petto tieni saldi i legami con gli altri esseri viventi, e dai forza al tuo amor proprio, alla generosità, all’altruismo, al rispetto, alla gentilezza. Anahata è anche vulnerabile ai problemi legati all’amore e alle relazioni, e questo è uno dei mantra più efficaci per proteggerlo.
Praticalo con regolarità e l’equilibrio del tuo sistema nervoso migliorerà: i sintomi dell’eccesso di stress si sciolgono, e cala quella pressione cronica che ormai sembra la normalità.
Una meditazione con il Mangala Charan Mantra
Anche se puoi praticarlo ovunque, per la meditazione trova un posto tranquillo, in casa o all’aria aperta. Siediti a terra e appoggia la schiena al tronco di un albero o a un muro: serve un luogo comodo.
Chiudi gli occhi e porta la consapevolezza sul respiro per due o tre minuti, finché non senti il rilassamento arrivare. Puoi anche fare qualche respiro lento e profondo, o respirare a narici alternate aiutandoti con indice e pollice della mano destra.
Poi sposta la consapevolezza sul punto del terzo occhio. Porta le mani nella posa della preghiera, palmo contro palmo con le dita distese, al centro di Anahata, con i pollici incrociati — le donne il sinistro sul destro, gli uomini il contrario.
Il movimento segue il mantra:
- Aad Guray Nameh — le braccia si estendono a sessanta gradi
- Jugaad Guray Nameh — le mani tornano al centro del petto
- Sat Guray Nameh — di nuovo le braccia estese
- Siri Guru Devay Nameh — di nuovo al petto
Quando la mente comincia a vagare, riporta l’attenzione alla recitazione e alla posizione degli occhi. Distrarsi mentre si medita è normale: quello che conta è accorgersene e tornare, con compassione verso di sé e senza giudicarsi.
Se vuoi il massimo da questa meditazione, falla al mattino, con costanza.

I piccoli tesori del mantra
Se hai già letto l’articolo sull’Adi Mantra, sai che nel suo testo ci sono due inchini. Qui ce ne sono addirittura quattro, e il motivo è semplice: protezione a trecentosessanta gradi. Ogni riga indica una genuflessione, e ognuna ha la sua direzione:
- Aad Guray Nameh — a sinistra
- Jugaad Guray Nameh — dietro
- Sat Guray Nameh — a destra
- Siri Guru Devay Nameh — davanti
Questa intenzione geometrica crea i punti attraverso cui si organizza l’energia a difesa di chi vibra. È un mantra che disperde le energie negative e le forze che provano a sovrastare la tua volontà di essere felice. Si dice anche che porti con sé la forza di Marte, che combatte al fianco di chi lo recita.
Può cancellare il karma passato, presente e futuro — libero dal giogo del tempo — invocando l’energia cosmica, e dà forza all’aura e ai corpi meno densi che manifestano la natura di ogni essere umano.
Prova a recitarlo tre volte prima di metterti alla guida, o prima di qualcosa di particolarmente impegnativo.
Un po’ di storia
Questo mantra si trova nel Sukhmani Sahib, una serie di inni sacri divisi in ventiquattro sezioni contenuta nel Siri Guru Granth Sahib, il testo sacro dei sikh. Fu scritto da Guru Arjan Dev, il quinto dei dieci Guru, ed è considerato un kavach: una preghiera che invoca protezione su chi la recita.
Nella mia esperienza ha dentro una dolcezza infinita, e può davvero dare sollievo al cuore ed essere uno scudo. Una protezione che non si costruisce sul cinismo o sulla sfiducia verso l’altro — anzi: invita tutto quello che ci circonda a sintonizzarsi con le note dell’armonia universale. È una protezione che combatte l’assenza di compassione con la compassione stessa. Per questo spezza il karma, e per questo può dove il resto non può.
Quando si è sotto la protezione del Mangala Charan Mantra, più che a reagire riusciamo ad agire.
Ci vediamo a lezione per vibrarlo insieme — il lunedì dalle 19.30 alle 21.00, in Vico San Domenico Soriano (orari e quote). Gli altri mantra stanno qui.
Sat Nam