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La luna piena e la pratica: che cosa fare, e che cosa non promettere

Parte 8 di 9 · 19 agosto 2024 · 3 minuti di lettura

La luna piena sopra il golfo

In breve

Nella tradizione del Kundalini Yoga la luna governa la mente subconscia e l'equilibrio emotivo, e il plenilunio è considerato un momento in cui tutto si amplifica. Gli studi disponibili sul tema sono pochi e discordanti; l'unico effetto misurato con una certa costanza riguarda il sonno, che nelle notti di luna piena risulta un po' più corto e meno profondo. La pratica indicata è di quelle che calmano: mantra lunghi, respiro dalla narice sinistra, meditazione seduta.

Nella notte del 19 agosto 2024 c’era una luna blu. Il nome non c’entra con il colore: indica la terza luna piena dentro una stagione che ne conta quattro, e non — come si legge quasi sempre — la seconda dello stesso mese. Quel plenilunio era anche una superluna, con il satellite vicino al perigeo.

Poi, come tutte le lune piene, è passata. Quello che resta è la domanda che ricevo ogni mese: le notti di plenilunio cambiano qualcosa in quello che facciamo in sala?

Che cosa dice la tradizione

Nell’insegnamento di Yogi Bhajan la luna governa la mente subconscia e l’equilibrio emotivo. Non è ornamento: è un principio operativo, e da lì discende una mappa precisa — gli undici centri lunari, punti del corpo che nella donna si attivano a turno lungo il mese e che nell’uomo restano fissi al mento.

Di quella mappa ho scritto altrove: che cosa sono i centri lunari e come si usano il primo e il secondo.

Il plenilunio, in questo quadro, è un momento in cui tutto quello che c’è si sente di più. Non aggiunge niente: alza il volume.

Che cosa dicono i dati

Qui conviene abbassare la voce.

Sugli effetti della luna piena sul comportamento umano — incidenti, ricoveri, aggressività — gli studi sono numerosi e in larga parte negativi: quando si controllano bene i conteggi, la correlazione sparisce. La convinzione popolare resiste comunque, e c’è una spiegazione semplice: le notti di luna piena ce le ricordiamo, le altre no.

L’unica eccezione ragionevolmente documentata riguarda il sonno. Alcuni studi su volontari in laboratorio hanno misurato, nelle notti di plenilunio, un addormentamento più lento e un sonno leggermente più corto — l’ordine di grandezza è di una ventina di minuti — con una riduzione del sonno profondo. Il meccanismo non è chiaro e il risultato non è stato replicato ovunque.

Venti minuti sono pochi. Ma chi pratica con costanza si accorge di variazioni molto più piccole di così, e questo basta a rendere la cosa interessante senza doverla gonfiare.

Tre pratiche per una notte di luna piena

La regola che seguo è semplice: se la luna alza il volume, non si aggiunge volume. Si pratica quello che calma.

Respirazione dalla narice sinistra — 3 o 11 minuti. Seduti, si chiude la narice destra con il pollice e si respira lungo e lento solo dalla sinistra. Nella tradizione questo canale è associato alla luna e all’effetto rinfrescante; quello che si osserva è un rallentamento del battito e una testa che smette di correre. È la pratica giusta anche per chi in quelle notti fatica a dormire.

Meditazione con un mantra tenuto — 11 minuti. Seduti, mani in grembo. Sat Kartar o Ong Namo Guru Dev Namo, cantati lunghi, con l’espirazione che si allunga da sola. Il mantra qui serve a occupare lo spazio dove altrimenti si insedia il pensiero notturno.

Colonna e cuore, senza forzare — 15 minuti. Rotazioni del busto da seduti per tre minuti, flessioni della colonna per tre, poi una posizione di apertura tenuta un minuto, e rilassamento lungo. Niente respiro di fuoco, niente kriya intensi: quelli si spostano ad altri giorni.

Il mare di Napoli

Il punto pratico

C’è una tentazione, in questo campo, che vale la pena nominare: aspettare l’evento. La luna blu, l’eclissi, il solstizio, la data che promette il salto.

Le pratiche di sopra funzionano il 19 agosto e funzionano un martedì qualunque di novembre. Il plenilunio, semmai, è un promemoria: dodici volte l’anno il cielo ricorda a chi guarda in su che esiste un ciclo, e che anche la propria vita ne ha uno.

Chi vuole vedere come si mette insieme una pratica completa lo trova in Come si pratica il Kundalini Yoga. In sala ci si vede il lunedì dalle 19.30 alle 21.00, in Vico San Domenico Soriano a Napoli: orari e quote.

Domande su questo

Che cos'è una luna blu?

Non è una luna colorata. Il termine indica la terza luna piena in una stagione che ne contiene quattro — questa è la definizione originale — oppure, nell'uso più diffuso, la seconda luna piena dentro lo stesso mese solare. Quella del 19 agosto 2024 era una luna blu stagionale.

La luna piena influenza davvero l'umore e il sonno?

Sull'umore le prove sono deboli e contraddittorie. Sul sonno esistono studi che rilevano un addormentamento più lento e un sonno un po' più corto nelle notti di plenilunio, con effetti misurati nell'ordine di venti minuti. È poco, ma non è zero.

Che cosa si pratica nelle notti di luna piena?

Pratiche che calmano invece di caricare: respiro lungo, respirazione dalla sola narice sinistra, mantra tenuti a lungo, meditazione seduta di undici o trentuno minuti. Il respiro di fuoco e i kriya intensi si spostano ad altri giorni.

Esistono i centri lunari?

Nella tradizione insegnata da Yogi Bhajan sì: undici punti del corpo che governano gli stati d'animo, con un ordine di attivazione che cambia lungo il mese. È una mappa dell'esperienza, non un dato anatomico, e come mappa funziona bene.

A Napoli

Questo si legge. In sala si prova.

Si pratica il lunedì sera in Vico San Domenico Soriano, novanta minuti. La prima volta si viene senza sapere niente: ti dico io cosa portare.